Avrei
potuto intitolare questa rubrica “Facciamoci del male
da soli”, tanto si mostrerà inopportuna e controproducente.
Partire all’assalto delle icone culturali della nostra
epoca, per esempio, è una di quelle imprese di cui
non si vede l’utilità. Tanto gli idolatri delle
figure carismatiche non crederanno mai alle mie argomentazioni,
ed al contempo per chi la pensa come me tutto si risolve
in uno sterile esercizio di chiacchiere da comari…
Un esempio?
Prendiamo il cantautore principe, il signore di tutti gli
aedi professionisti, Fabrizio De André.
Tralasciamo la polemica sul suo rifiuto di celebrare a suo
tempo le Colombiadi per via della strage del Sand Creek.
Ne abbiamo già inutilmente parlato:sbeffeggiare Colombo
per i crimini commessi più di trecento anni dopo
la scoperta dell’America è come dare la colpa
ad Enea ed al suo improvvido sbarco in Etruria se oggi vostra
moglie vi tradisce con un tifoso della Lazio.
Eppure Faber è uomo d’onore…
Ora m’è capitato, in occasione dei festeggiamenti
per la nomina di Genova a Capitale Europea della Cultura
( ho finito le maiuscole..), di dover rendere omaggio ai
colleghi genovesi,ai più illustri, quindi mi sono
imbattuto nella sua composizione nota col titolo de “IL
PESCATORE”. Parliamone!
Un assassino arriva in riva al mare, si imbatte in un pescatore
che sonnecchia, e gli chiede con tono che non esiterei a
definire perentorio se non autoritario di dargli da bere
e da mangiare perché il suddetto energumeno ha sete
e ha fame, ed in più, tanto per rendere più
credibile il tutto si presenta ufficialmente col titolo
di assassino (bella benemerenza!).
Il vecchio pescatore, che per tutta la canzone non abbandonerà
mai quel suo equivoco mezzo sorriso, acconsente prontamente,
non avendo, et pour cause, motivo per meravigliarsi né
tantomeno per obiettare. E’ un portato normale di
questa società di merda che qualcuno finisca per
ammazzare qualun altro, attività che solitamente,
nei meglio strutturati, mette un certo appetito…
Il fellone parte, arrivano i gendarmi i quali, educatamente,
chiedono se, per caso, il pescator sardonico avesse visto
passare un assassino. Come si risponde ai gendarmi? Col
disprezzo, ovviamente! Chi cazzo se ne frega del morto e
della giustizia degli uomini? Siamo anarchici, noialtri,
perdìo, mica delle femminucce imborghesite!
Come mi spiace che Fabrizio, per altro grande artista e
simpaticissimo uomo, non sia qui a polemizzare con me, d’altra
parte non è che per rispetto alla sua forzata assenza
io mi debba infilare la lingua nel culo…perché
gli direi:
“Caro amico, ma sei proprio
sicuro di avere scritto un testo anarchico?”
In cosa consiste l’anarchia
? Nell’abolizione di ogni goveno e comando poiché
l’anarchico si governa da sé. Bada bene, si
governa, non fa quello che cazzo vuole quando vuole, quello
è disordine, non anarchia! L’anarchico è
così civile che sa far terminare la propria libertà
dove inizia la libertà altrui!
E predica la non violenza, odia la guerra, sfila per la
pace, manifesta contro la volgarità dei prepotenti
prevaricatori di ogni genere, contro le dittature di ogni
colore… altro che andare in giroad ammazzare persone
quasi vantandosene! E quel pirla di pescatore avrebbe fatto
cosa giusta non ritenere i gendarmi automaticamente “sbirraglia
fascista” ovviamente esecrabile. Parteggiando per
l’assassino piuttosto che per quel povero assassinato
(magari incolpevole cittadino ucciso nel corso di una rapina,
o per difendere il motorino) il sardonico e narcolettico
personaggio fa fare una brutta figura alla Anarchia ed a
De André.
Spiace che simili mascalzonate vengano celebrate nei nostri
licei….
Se si insegnasse Educazione Civica e Pronto Soccorso, piuttosto?