IL RIMBALZANTE
Io sono un rimbalzante.
Sono più di quarant’anni che come una pallina
da ping pong impazzita rimbalzo qua e là sul territorio
nazionale e talvolta persino oltre i confini, per portare
soccorso alle popolazioni con le mie canzoni, le mie barzellette,
le mie improvvisazioni.. Faccio finta che sia inevitabile
che questo avvenga, che la mia sia una specie di missione
umanitaria, che il Paese me ne sia grato…. balle!
Il Paese potrebbe fare tranquillamente a meno di me, se
c’è un articolo di cui c’è grande
sovrabbondanza in Italia sono i saltimbanchi, i cialtroni,
gli improvvisatori…. Diciamo la verità, sono
io che non potrei fare a meno di questa vita, questo girovagare
per paesini e città, per province e metropoli, da
Milano a Canicattì, da Palermo a Cormons, e non solo
per ovvie ragioni economiche: la cosa che mi terrorizza
maggiormente è che un bel giorno qualcuno mi batta
amichevolmente sulla spalla e mi dica :” Amico, la
pacchia è finita, da ora te ne stai buono buono a
casina tua, niente più movimento con quest’aria
da conquistatore, chiuso, finis, the end!”
Finis, the end?
Non potrei mai, sarebbe come ammazzarmi, non riesco neanche
a pensare che possa venire il momento in cui non viaggerò
più
con l’aria di un valvassore che viene
a raccogliere le decime, come se fosse normale che ogni
località debba contribuire al mio ricco mantenimento…
veramente, dico, m’è capitato più dì
una volta di pensare: ” Sono anni che Vicenza non
dà, Siena non ha mai dato…”: a proposito,
è vero, perché non ho mai cantato a Siena?
Forse conoscono la mia avversione al Palio?
Ma poi, volete mettere il sottile piacere di sentirsi ubiqui,
di conoscere ogni paesino sapendo che il tabacchino è
la terza a destra dopo quella curva, la trattoria è
chiusa il mercoledì, e tutto così, per tutta
l’Italia, continuando a sentirsi in simbiosi col territorio…
Già, le trattorie, le locande! Tra noi rimbalzanti
ci passiamo le scoperte, tipo “ Quando sei a Marzabotto
prendi per Luminasio , c’è una trattoria dove
fanno le migliori tagliatelle all’ortica e il coniglio
disossato…”. Gino Paoli sostiene che quelli
come noi dovrebbero mettersi insieme per fare una guida
enogastronomica di straordinaria singolarità, dato
che le adoranti popolazioni italiche non solo ci coprono
d’oro ma si affrettano ad offrirci la migliore ospitalità
condividendo con noi i loro più segreti manicaretti….e
un tempo, secoli fa purtroppo, offrendoci, a mo’ di
sacrificio umano al dio idolatrato, la loro migliore gioventù
femminile,stregata dalla magica presenza del “cantante
della Rai-TV”, come recitavano pomposamente i manifesti
all’epoca in cui c’era solo la Rai sul mercato….
Ricordo che allora era la curiosità di chi avrei
incantato quella sera che mi permetteva di ignorare la stanchezza.Ora
è piuttosto la curiosità di cosa mangerò
e berrò a farmi superare ogni disagio: che volete,
ogni epoca ha i suoi desideri, ed ha il suo bello…
E neppure adesso che mi porto a cavacecio il signor Parkinson
ho cambiato la mia “rimbalzaggine”: il mese
scorso per festeggiare il compleanno dell’amico Paoli,
sono partito da Sestri Levante alle 9,30 del mattino, sono
andato a prendere un premio alle 17 a Pergine Valdarno (Arezzo)
per poi raggiungere Gino per cantare con lui alle 22,45
dove? Ma a Genova, ovvio, a mezz’ora di distanza da
dove ero partito al mattino! E avanti così finché
dura….
Chi si ferma è perduto. Credetemi.
Parola di rimbalzante.