"IL TAXI"
Al posteggio di piazza Santa Emerenziana, quello vicino
al fruttarolo, i taxi non
si fermano più da anni. “ Che ve devo da dì?
E’ una vergogna, signore mio!”, gli disse quello.
Perché allora non avevano tolto il cartello?
” Beh, questa è il tipo di notizia che va tenuta
riservata il più possibile per non procurare inutile
allarme nella popolazione… qui, signore bello, non
gliene potrebbe fregà de meno a tutti…”
Monsù Pautasso chiosò in puro accento astigiano:
“Magica Roma, eh?”. Risero. .
Era passato almeno un quarto d’ora da quando gli amici
l’avevano accompagnato a quel finto posteggio. Capì
troppo tardi che nessuno di loro aveva mai preso un’
autopubblica, i taxi sono una cosa seria e vanno usati come
estrema ratio…
Cercarli via radio? “ Non ce n’è in zona.
Invece non è che non passassero di lì, solo
che sfrecciavano sempre dalla parte opposta a quella verso
cui guardava, tanto che ad un certo punto cominciò
a fare le finte: si volgeva ostentatamente a Sud per girarsi
al volo verso Nord nella speranza di beccare la lucetta
accesa di un salvatore di passaggio. Una volta fu come nel
film “Duello all’O.K. Corral”: lui e il
tassinaro si guardarono negli occhi, Pautasso fece il cenno
di chiamata, ma l’altro spense la luce che lo dava
“libero”…ne vide sfrecciare un altro paio,
ma passando davanti al cartello del posteggio quei bastardi
si volsero dall’altra parte, uno rise, perfino…
Gli si parò dinnanzi un vigile. Conosceva già
il problema, evidentemente.
“ Lasci perdere e mi segua, prenderemo l’autobus
per il centro, le faccio strada io”.
A quel punto cominciarono a non passare neanche i bus, e
Pautasso inorridendo capì: ci doveva essere un vortice
al centro della piazza, una specie di triangolo delle Bermude,
nel quale uomini e mezzi risucchiati sparivano nel nulla.
Quando furono abbastanza lontani
dal posteggio maledetto, un taxi vi si fermò.
Il vigile gli gridò: “Lei mi aspetti qui, per
carità, glielo blocco io!” e s’avviò
indietro correndo e sbracciandosi come la Loren ne “
La ciociara” dopo lo stupro.
Fu l’ultima volta che lo vide.
Cioè, per la precisione, lo vide salire a bordo del
mezzo, come dichiarò più tardi nella sua deposizione
alla polizia, e s’aspettava che facesse fare manovra
all’autista per venire a raccattarlo, ma da quell’istante
sparirono alla vista anche le due lucine rosse di posizione,
alla cui vista aveva ingenuamente appeso le residue speranze.
Era notte fonda quando raggiunse a piedi Trastevere dove
abitava.
L’indomani impacchettò le sue cose e tornò
a Costigliole. Per sempre.
“…sparirono alla vista anche
le due lucine…”
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