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vi trovaste a teatro per ascoltare un concerto di un cantautore poeticamente
impegnato e , improvvisamente, la scena venisse attraversata da un orso
bruno che giunto al centro del proscenio si mettesse a ballare con eterea
leggerezza il tip-tap da fare invidia a Fred Astaire, beh, sono propenso
a credere che la cosa vi sorprenderebbe piacevolmente…o no?
Beh, lo Swing è per Lauzi il richiamo della foresta, il ballo dell’orso,l’attrazione
primordiale, il ricordo di un’adolescenza passata sognando col sodale
Luigi Tenco un improbabile sbarco a New York ( che è di strada
per andare a Hollywood) per soccorrere gli amici Gershwin, Porter e Rodgers,
che erano sicuramente assetati di idee nuove e soprattutto di nuovi entusiasmi.
Ecco perché Bruno -il –Plantigrado, col suo passetto incerto,
da troll che si trova improvvisamente allo scoperto, prenderà possesso
della scena e di tutti voi, ben piantato sul posto, a scaricarvi addosso
quintalate di swing, con la sua voce resa bella dall’esperienza
e dalla malattia ( egli convive scandalosamente col signor Parkinson),
apparentemente imbronciato e invece rilucente come un soldino bagnato,
destinato a portar fortuna a chi lo raccoglie e lo tiene da conto…
Con il suo quartetto romano costituito da Riccardo Biseo al piano, Gianni
Sanjust al clarinetto, Giorgio Rosciglione al contrabbasso e Gegé
Munari alla batteria, cui per l’occasione s’è aggiunto
un terzetto di guest stars del calibro di Gianni Basso, Barbara Casini
e Renato Sellani, il Dorian Gray del jazz, Bruno fa sfracelli con questa
sua “Operazione Nostalgia” che il pubblico del jazz mostra
di gradire, anche nella sua componente femminile, la quale è misteriosamente
negata per il jazz.e soprattutto per il linguaggio musicale in sé.
Ma l’astuto gnomo piazza nei punti chiave del CD e del conseguente
concerto due canzoni sul “come eravamo” in italiano, perfettamente
comprensibili quindi, che rimpiangono sorridendo i tempi del cinemino
di periferia, con Cary Grant a fare da pronubo ai primi approcci villerecci,
e le festine in casa con il più scemo addetto al giradischi , per
scoprire che gli scemi sono molto più numerosi dei giradischi stessi…!
Parlare dei titoli inseriti nell’album è, più che
superfluo, addirittura ridicolo. Da Blue Gardenia a Sweet Lorraine, da
One for my baby a Secret Love, da Gone with the wind all’eterno
As time goes by, il disco è emozionante anche per i più
giovani, dato che l’amore per la musica e la professionalità
sono doti che incantano in ogni tempo.. Fatevi un bagno di sana Nostaljazz,
vi sentirete meglio. |
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