Bruno
Lauzi, nato all'Asmara
l'8-8-1937 ma cresciuto a Genova, è ritenuto con
Umberto Bindi, Gino Paoli e Luigi Tenco uno dei fondatori
della cosiddetta "scuola genovese" da cui nacque
la canzone moderna italiana ed il cantautorato. Ha conosciuto
e condiviso insieme al suo amico e compagno di banco Luigi
Tenco al Ginnasio "Andrea Doria" la passione
per i films musicali e per il jazz: con Luigi - siamo
all'incirca nel '53 - faceva parte della stessa "band",
la "Jelly Roll Morton Boys Jazz Band ". Nello
stesso periodo i due iniziano a scrivere canzoni sotto
la guida di Gianfranco Reverberi e di Giorgio Calabrese.
Dopo il '56, trasferitosi a Varese, conosce e collabora
con Piero Chiara (di cui corregge le bozze dei primi libri)
alla nascita del quindicinale politico liberale "L'Altolombardo";
scopre la canzone francese di Brassens, Brel, Aznavour
ed inizia il suo percorso (mentre ancora studia Legge
alla Statale di Milano ) componendo il brano che darà
l'impronta a tutta la sua produzione artistica futura:
"Il poeta". Si diploma in inglese alla Scuola
Interpreti di Milano che raggiunge quotidianamente viaggiando
sul treno che da Varese porta a Milano assieme a studenti
ed operai ( non prenderà mai la patente...!). Sono
gli anni del boom economico e contemporaneamente del fenomeno
dell'emigrazione; da questi treni Bruno vede con i propri
occhi scendere famiglie di emigranti arrivate al Nord
col miraggio del lavoro: compone così "La
donna del Sud". Vince nel frattempo due concorsi
nazionali di traduzione, ma abbandona coraggiosamente
a due esami dalla laurea la Facoltà di Legge, decidendo
di dare allasua vita una ormai irrinunciabile svolta artistica.
In quel periodo compone "Ritornerai"e con questo
brano cominciano ad arrivare i primi riconoscimenti.
A Milano inizia a frequentare e conoscere l'ambiente artistico
di quegli anni, dai "Gufi" ad Enzo Jannacci
e a lavorare al mitico "Derby" di Milano, il
locale del cabaret degli anni sessanta assieme a Cochi
e Renato, Felice Andreasi e Lino Toffolo: il suo successo
come autore, cantante ed interprete comincia a diventare
sempre più importante; inizia così la sua
vera attività artistica che comincia ad impegnarlo
in concerti e tournee internazionali fra le quali anche
una insieme con Mina.
Alla fine degli anni Sessanta Bruno Lauzi conosce e diventa
amico di Lucio Battisti che gli propone di entrare nella
sua casa discografica, la "Numero Uno": inizia
una proficua collaborazione col duo Battisti-Mogol che
Bruno suggellerà portando al
successo, come interprete, brani storici
quali
"E penso a te", "L'aquila" e "Amore
caro, amore bello", con il quale raggiunge il primo
posto in hit parade: vince varipremi della critica discografica
con canzoni cantate da lui o scritte per altri quali "Lo
straniero" per George Moustaki, "Quanto t'amo"
per Johnnny Holliday, "L'appuntamento" per Ornella
Vanoni, "Piccolo uomo" per Mia Martini incontrando
artisti internazionali come Vinicius De Moraes , Toquinho,
Petula Clark, Dionne Warwick,Tony Bennet, Peter Ustinov,
Gabriel Garcia Marquez ,Serge Reggiani, scrive canzoni
per bambini tra le quali"La tartaruga", e "Johnny
Bassotto" ed inizia a collaborare praticamente con
tutti gli artisti nazionali, tenendo, tra gli altri, a
battesimo "sconosciuti" come Edoardo Bennato,
Roberto Vecchioni ( che gliene saranno sempre grati )
, i Gatti di Vicolo Miracoli.
Collabora con i fratelli La Bionda (per un periodo suoi
chitarristi nei concerti dal vivo) ed è il primo
tra i colleghi ad ospitare in televisione Baglioni e,
forse, l'unico con Mina ad avere Battisti in un suo "speciale"televisivo.
Sempre in quel periodo nasce una sincera simpatia personale
con il suo avvocato di allora, un certo Paolo Conte, che
gli fa ascoltare su un vecchio "mangia-cassette"un
brano ("Onda su onda") di cui subito Bruno s'innamora
portandolo al successo. Sarà poi la volta di brani
come"Genova per noi" e"Bartali" tanto
che lo stesso Conte ebbe a definirlo "grande ambasciatore
della mia musica"... Incide "Angeli" con
Lucio Dalla, "Naviganti" con Ivano Fossati,
"Maria dei parafulmini" con Ron ed il figlio
Maurizio fino ad ospitare Paolo Conte al vibrafono nel
proprio disco "Back to jazz".Vince il premio
della critica nel 1989 al Festival di Sanremo con il brano
"Almeno tu nell'universo" scritto con Maurizio
Fabrizio. Alla tenera età di 63 anni Bruno Lauzi
è un cantante, compositore, autore di testi, cabarettista
e poeta (ha pubblicato due titoli: "I mari interni"
edito da Crocetti Editore e "Riapprodi" edito
da Rangoni Editore, riuniti ora con il titolo "Versi
facili" per le Edizioni Marittime dello stesso Lauzi.
Nel tempo libero si occupa di politica (sua antica passione),
giornalismo, gastronomia ed è, sissignori, un gran
cercatore di funghi. Dice: ”Programmi? Diventare
un bel vecchio. Nei prossimi vent'anni, dai 63 attuali
agli 83”.
Con la sorpresa di ritrovarsi malato, fortunatamente per
il momento in forma non grave, del morbo di Parkinson,
la sua vita subisce un’imrovvisa acelerazione: si
rende conto che il tempo potrebbe cominciare a scarseggiare
da domani mattina, quindi moltiplica le iniziative in
tutte le direzioni.
Decide di diventare discografico ed editore di se stesso:
fonda una propria casa editrice che chiama significativamente
” Pincopallo” ed insieme a Maurizio Fabrizio
pubblica per questa uno degli album più significativi
della sua carriera "Il dorso della balena”.
Fanno il loro ingresso nella nuova etichetta Lauro Ferrarini
e Raniero Gaspari suoi collaboratori e amici ormai da
più di vent'anni che assieme a Bruno curano e producono
una nuova serie di album che ne testimoniano la vitalità
dirompente: ”Una vita in musica”, ”Omaggio
alla città di Genova”, “Omaggio al
Piemonte”,“Tra cielo e mare: la Liguria dei
poeti”, e per altre case discografiche escono “Il
manuale del piccolo esploratore”e “Nostaljazz”.
Nel frattempo pubblica il secondo volume di poesie “Esercizi
di sguardo” edito dalle Ed.Marittime di Milano (cioè
da Pincopallo), libro che si impone all’attenzione
di alcuni critici e di qualche poeta (Nico Orengo, Giuseppe
Conte, Elena Bono) ma soprattutto commuove il grosso pubblico.
Una delle liriche ivi contenute, dedicata allo sfarfallìo
della mano colpita dal morbo “ La Mano”),
diventa un gadget per la raccolta di fondi a favore della
ricerca scientifica sul morbo di Parkinson.
Pubblica come gadget natalizio per un’importante
azienda italiana il volumetto ”Poesie contromano”sempre
edito dalle Ed.Marittime, un omaggio alla sua calligrafia
scomparsa…
Gira il cortometraggio “Ora dicono fosse un poeta”
sulle sue poesie presentato da Felice Andreasi che vince
alcuni premi della critica.
Scrive un musical con Gianfranco Reverberi “Una
volta nella vita” che diventerà “testo
scolastico per le scuole di musical. Rinfrancato dal giudizio
positivo di esperti del settore (Garinei si complimenta
con Bruno dicendogli che nella sua lunga carriera non
ha mai letto testi di maggior valore), scrive una nuova
commedia musical con Pippo Caruso “Donna Flor”,
rinnovando fra i due le sintonie che fecero scrivere di
tartarughe e di bassotti poliziotti…
Diventa testimonial dell’AIP (Associazione Italiana
Parkinson) contribuendo con diverse iniziative alla raccolta
fondi per la ricerca.
Come massimo segno di fortuna il suo “non-romanzo”dal
curioso titolo de “Il caso del pompelmo levigato”
è pubblicato nel corso del 2005 nei Tascabili Bompiani.
Dopo non poche vicissitudini, attraverso i buoni uffici
di Franco Battiato, un attento lavoro di rilettura e di
messa a punto del lavoro e, dopo venti anni dalla prima
stesura, vede la luce questo piccolo trattato umoristico
sul libero arbitrio ed altre arbitrarietà…
Ma il destino ha fretta, e sapendo che il Morbo di Parkinson
non sarebbe bastato lo chiama ad un'altra, ultima prova.
Dopo un anno di lotta, in cui Bruno non ha mai smesso
di lavorare, di amare e credere nella vita, un cancro
al fegato lo costringe ad abbassare la guardia nella sua
casa di Milano il 24-10-2006.
Al momento restano in attesa del loro turno oltre alla
biografia, due storie altrettanto improbabili alle quali
Bruno alacremente ha lavorato negli ultimi tempi e l'uscita
di due nuovi album: il primo intitolato "Ciocco Latino"
conterrà, tra le altre cose, alcuni brani inediti
ed il secondo in uscita per Natale, contribuirà
alla raccolta di fondi per l'Associazione Italiana Parkinson.